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05/10/2021

✌ IƖ ραяcσ ɗι MσƖєηтαяgιυѕ ✌ 🦩

Altro giro, altra corsa!

Gridava un tempo il gestore dell'autoscontro. 

Ma non andremo in autoscontro oggi.

lo stagno visto dal monte Serpeddì

Il nostro giro sarà in bicicletta 🚴 e oggi esploreremo una zona più che adatta a fare passeggiate all'aria aperta.

qui altre mie foto

Lo stagno di Molentargius e il suo parco naturalistico omonimo...

 

Benvenuti nel regno dei fenicotteri, una delle più vaste colonie d'europa. 🦩 🦩 🦩

 

 

 

qui
Ricordo ancora  quando si voleva costruire una strada in mezzo allo stagno per collegare il Poetto direttamente al resto della città. La qual cosa avrebbe distrutto il delicato ecosistema dello stagno. Fortunatamente gli ambientalisti e la coscienza civica impedirono che questo avvenisse, salvando così quest'oasi felice dei simpatici pennuti.

e qui
 

E di molti altri animali... 🦎 🐈 🐍 🐌🦮

Compresi gli umani 😂 che qui vengono a passeggiare, fare jogging, andare in bicicletta e a cavallo oppure a fare fotografie.

Oppure, semplicemente, a godersi la quiete e la tranquillità del luogo.

 

Esistono diversi percorsi nel parco indicati da appositi cartelloni, non starò ad elencarli tutti, ma pedalare immersi nel silenzio è qualcosa che non si può descrivere.

La pace avvolge tutto, i suoni del vento tra le fronde, i versi degli animali nei cespugli, le spine dei fichi d'india che ti bucano le gomme se non stai attento... 😠 

In lontananza i suoni della città sono attutiti e indistinguibili.

Dal parco si può anche raggiungere direttamente il Poetto tramite un tratto sterrato che passa proprio in mezzo all'acqua, la' dove volevano creare la strada asfaltando e distruggendo 😞 

Adesso cercherò di portarvi a fare un giro. 🚴

Al parco si accede da diversi punti, alcuni dei quali anche a Quartu S.Elena, ma io, che sono casteddaio, passo ovviamente dalle piste ciclabili arrivando all'ingresso di via La Palma.


sentiero est
Entrando ci si trova subito davanti due strade: una asfaltata, il sentiero idrovora, dove si riversa la maggior parte della gente e una sterrata 

 

 

 

Madonna delle saline

 che porta sul lato est verso la ex chiesa Madonna delle saline ormai sconsacrata e in rovina.



Appena imboccato il sentiero subito dei simpatici pennuti vengono a salutarmi.

Quindi esploro tutta quella parte abbastanza semplicemente, non ci sono percorsi particolarmente impegnativi quindi, dopo aver fatto il giro completo, torno all'ingresso costeggiando il quartiere del Sole.

Tornato all'ingresso mi immetto sul sentiero dell'Idrovora.

Qui niente di particolare se non la gente che passeggia o corre e il panorama sullo sfondo, dominato dalla Sella del Diavolo

Il canale scorre placido ai fianchi della pista, ogni tanto uno "splash" 💦 avverte di qualche pesce che salta e ogni volta penso che qualcuno abbia lanciato qualcosa nell'acqua 😂 😂 😂

Una vecchia (eufemismo) costruzione attira l'attenzione, trattasi della torre del nastro trasporta sale, crollata poco tempo fa, che un tempo svettava sull'impianto industriale ormai corroso e arruginito dagli eventi meterologici.

la vecchia torre crollata

Arrivato all'Idrovora del Rollone mi trovo davanti una scelta.

A destra verso il Poetto o a sinistra all'interno dei sentieri del parco?

Indubbiamente, da buon MTBiker, lascio il Poetto ad un altro giorno e mi lancio all'interno del parco, nei vari sentieri che si snodano da qui.

video qui e qui

Sono veramente tanti, da subito provo quelli non comuni, dove si può passare solo con le MTB, stretti e tortuosi e, sicuramente, non lisci.

Dopo averne provato diversi provo anche a passare dal sentiero principale, con lo sterrato perfetto, liscio, addirittura noioso. 

Ecco un esempio da 10 secondi.



Ovviamente non li si può fare tutti in un solo giorno, il parco è davvero grande, cosa che non pensavo. Ad oggi ancora non ho percorso per intero tutti i sentieri, ma posso dire di averne fatti la maggior parte.

Riassumendo, i vari sentieri si snodano tutto intorno alla laguna o stagno, chiamatelo come volete e all'interno si possono osservare diverse zone di interesse, come la spiaggia pietrificata, oppure semplicemente si può godere della quiete.

Esistono anche due piste per gare di MTB e motocross che non sono altro che sentieri molto impegnativi con salite, discese e salti, per i più pratici della bike.

Quindi non per me. 😂 😂 😂

Continuando da un settore all'altro del parco si trovano sempre sentieri nuovi, tracciati presumibilmente da altri ciclisti, io mi diverto a seguirli finchè posso e contemporanamente esploro la zona.

Il parco si ricongiunge poi a Quartu S.Elena tramite diversi sentieri e strade bianche.

Quella che preferisco, il sentiero delle saline, passa lungo il bordo dello stagno fino ad arrivare dalla parte di Quartu, ci sono diverse panchine per riposare, fare birdwatchin o un pisolino magari. 

video del sentiero
Non è molto frequentata e mi piace perchè si può godere di una vista rilassante. 


 

Giuro che non mi sono addormentato però 😂 😂 😂


fine del sentiero
La pista attraversa viale Colombo a Quartu e continua sull'altro lato ma, come avrete sicuramente visto nel mio video su YT, la parte quartese è alquanto trascurata e ad un certo punto non si può più continuare.

 

 

Ed è un vero peccato perchè si sarebbe potuta unire alla pista ciclabile di Quartu che passa a pochi metri da lì nella via Fiume riunendosi poi a quella del lungomare Poetto. 

Prima di chiudere vorrei invitarvi a fare un giro dentro il parco in orario notturno, prima che chiuda, munitevi di una buona torcia perchè il buio è totale.

Il silenzio è rotto dagli spari tuoi... ah no quella è la canzone di Zucchero 😂😂😂...dicevo, il silenzio è rotto solo dai versi degli animali notturni, dai rumori nei cespugli che fanno sobbalzare e da qualche ciclista come me 🚴 però è impagabile, da soli, immersi nel buio assoluto una pace e relax vi invadono anima e cuore.

Ecco... credo di aver detto tutto.

Il mio report sul parco finisce qui, sicuro che avrete visitato il mio canale su YT e visto i miei post su Instagram, mi auguro di aver suscitato il vostro interesse a fare un giro al parco.

Come sempre mi commiato da voi pregandovi di lasciare un commento, un saluto o anche una donazione se vi fa piacere 😎 💰

Buona passeggiata.

A presto 🚴


 


 

 

 

 

07/06/2021

𝗖𝗮𝗹𝗮𝗺𝗼𝘀𝗰𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝗮𝗿𝗼

Bentornati,

stanchi della lunga passeggiata sulla Sella del Diavolo ? Non penserete di aver finito? 😀 

Siamo passati adesso sull'altro versante, quello che affaccia sul litorale ovest del Golfo di Cagliari.

 

cliccare sulle immagini per ingrandirle

Arrivando dal Poetto  svoltiamo alla rotatoria dello Stadio Amsicora imbocchiamo il Viale San Bartolomeo e dopo la caserma percorriamo la strada principale in salita, cioè Viale Calamosca.

la spiaggia vista dal Faro
Alla fine di questa ci fermiamo alla caletta di Calamosca, una piccola striscia di sabbia, di un centinaio di metri, racchiusa tra due pareti rocciose, delle quali una della stessa sella da una parte e del colle S.Elia dall'altra.

 

 

Davanti a noi un mare azzurro verde smeraldo, incontaminato e bellissimo.

 





Prendendo la strada sulla nostra sinistra ci troviamo a salire verso la già nota cima della Sella dove si trovano alcuni ristoranti e locali alla moda. (per la pubblicità scrivetemi una e-mail 😁😁😁 )

Dobbiamo invece tornare indietro sul Viale di un centinaio di metri e imboccare una strada in salita, via Faro appunto, la toponomastica cagliaritana ha una fantasia sfrenata nei nomi 😂 , che porta al Faro di Calamosca.

 

il Faro


La strada asfaltata finisce proprio al faro e già da lì si può ammirare un panorama splendido del versante occidentale del Golfo.

 

vista su Sarroch

 

 

 

 

 

 

 

Proprio dietro al faro vari sentieri sterrati per i più impavidi. 

Infatti da un lato uno di questi finisce su uno strapiombo su cui domina la Torre del Faro vera e propria, facente parte della struttura militare, e una antica piccola torretta costiera, probabile guardiola ad uso di vedetta. 

il faro, la guardiola e la Torre

Sotto di noi il ripido pendìo finisce a strapiombo sul mare. 

Sporgersi solo se non si soffre di vertigini.

Spostandoci sul versante che guarda verso occidente, invece la parete, meno ripida, ma comunque pericolosamente scoscesa, si dipana in vari sentieri su cui spostarsi. Accessibili da fare in mountain bike per esperti e dilettanti, si può comunque percorrerli anche a piedi.

In alto sul colle si nota una costruzione, il vecchio fortino di Sant'Ignazio risalente alla fine del 1700 e la cui costruzione non è mai stata terminata. Ha subito varie modifiche nel corso dei secoli fino alle ultime, nel XIX secolo, usato come succursale del Lazzareto per i malati contagiosi. 


il fortino di Sant'Ignazio

 Adesso preparatevi. La scarpinata fino al Forte sarà lunga e perigliosa.

Non è vero 😂 😂 😂. 

I sentieri sul colle (foto da Google Maps)

 I sentieri partono dal Faro e si diramano in tutte le direzioni. Il primo, proprio davanti al faro, da me affrontato con la mia bike, è il più diretto. Sale dritto al fortino ed in bici risulta abbastanza difficoltoso, se non preparati al terreno accidentato, ed io sicuramente non lo sono ... 😂 😂

 

A piedi invece è poco più che una piacevole passeggiata in salita.

Arrivati al fortino ci prendiamo dieci minuti di riposo per recuperare forze e fiato. 

 

Quindi, dopo una sorsata d'acqua, ci avventuriamo nell'esplorazione del luogo. 

L'interno del fortino è ricoperto dall'erba incolta molto alta, non c'è granchè da vedere, si può solo ammirare lo stile costruttivo, prettamente militare, con molte feritoie lungo le pareti dalle quali probabilmente sarebbero dovuti sporgere i cannoni e da cui controllare lo spazio sottostante.


l'interno del forte e in secondo piano
le moderne altane di guardia

l'ingresso al fortino


 

 

 

 

 

 


Dietro di esso, la recinzione moderna della zona militare protetta.
Tutto intorno al fortino infatti, oggi, si estende il terreno della base militare, fino alla Sella del Diavolo, in cui si dovrebbero trovare i famosi sommergibili di cui ho parlato qui . 😎 😶 👽 👾


 

 La vista da questo lato, al pari dell'altro, è assolutamente e spaventosamente magnifica.

 

una nave lascia il Porto di Cagliari


 

 

 

 

 

 Lo sguardo si perde nella vastità del c▲$$0 che mene freg.... ah no scusate 😂 😂.

 

la Torre de su Pedrusemini
 Dicevo... lo sguardo si perde nella vastità dell'orizzonte che spazia dal porto di Cagliari fino alla zona industriale di Sarroch e alle montagne dietro Capoterra e oltre. Guardando a NordOvest possiamo intravedere la torre de su Pedrusemini, un'altra torretta costiera che sorge in bilico sulla strada che porta alla spiaggetta del Borgo S.Elia, di cui parleremo prossimamente.

 

 

Attraverso i varchi e che si aprono nei vari lati della muratura possiamo intravedere le zone critiche da tenere d'occhio, essendo nata questa come struttura militare.

 


Sul lato ovest abbiamo la prima postazione da cui si può ammirare la vista del faro attraverso una feritoia nella parete dalla forma curiosa 😅

       

 Dalle altre feritoie presenti lungo tutto il perimetro possiamo tenere d'occhio 💂:

 

la spiaggia del Poetto

 

 

la caletta di Calamosca




 e nuovamente il Faro

 


mentre sul lato Ovest la vista spazia su tutta la piana di Cagliari su cui spicca il colle di Castello. Questo era in diretta comunicazione visiva con il fortino e dal quale venivano inviate segnalazioni in caso di presenza di navi nel golfo.

 

 

Infine, stremati dalla passeggiata (o pedalata) e dal milione di foto scattate al panorama, decidiamo, mentre il sole cala lentamente all'orizzonte, di rientrare. Ma, prima di ripercorrere la strada del ritorno, diamo un ultimo sguardo al meraviglioso panorama.

viste dal Faro la Torre del Prezzemolo
e il porto di Cagliari

 Se guardate bene, sullo sfondo, nel porto di Cagliari sono ancora visibili i Silos dei cereali prima della loro demolizione.

 

il Faro, la torre del Prezzemolo e Sa Punta
Quindi risaliamo in sella alla nostra bicicletta, non prima di aver scattato l'ennesima fotografia.

In lontananza sulla destra notiamo la parte estrema del golfo di Cagliari con il promontorio di Sa Punta, sul quale troviamo un'altra torretta costiera, la torre del Diavolo, in comunicazione col colle su cui ci troviamo.

 

Se volete vederla armatevi di un binocolo molto potente o uno zoom da astronomia 🔭 . 

Quindi ripercorriamo, in discesa stavolta, ma non meno impegnativa, la strada dell'andata e ci riportiamo all'ingresso del Faro.

Da qui potete ripartire verso un nuovo sentiero o rientrare, stanchi ma soddisfatti, a casa.

A voi la scelta.

Arrivederci a presto.


 







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