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05/10/2021

✌ IƖ ραяcσ ɗι MσƖєηтαяgιυѕ ✌ 🦩

Altro giro, altra corsa!

Gridava un tempo il gestore dell'autoscontro. 

Ma non andremo in autoscontro oggi.

lo stagno visto dal monte Serpeddì

Il nostro giro sarà in bicicletta 🚴 e oggi esploreremo una zona più che adatta a fare passeggiate all'aria aperta.

qui altre mie foto

Lo stagno di Molentargius e il suo parco naturalistico omonimo...

 

Benvenuti nel regno dei fenicotteri, una delle più vaste colonie d'europa. 🦩 🦩 🦩

 

 

 

qui
Ricordo ancora  quando si voleva costruire una strada in mezzo allo stagno per collegare il Poetto direttamente al resto della città. La qual cosa avrebbe distrutto il delicato ecosistema dello stagno. Fortunatamente gli ambientalisti e la coscienza civica impedirono che questo avvenisse, salvando così quest'oasi felice dei simpatici pennuti.

e qui
 

E di molti altri animali... 🦎 🐈 🐍 🐌🦮

Compresi gli umani 😂 che qui vengono a passeggiare, fare jogging, andare in bicicletta e a cavallo oppure a fare fotografie.

Oppure, semplicemente, a godersi la quiete e la tranquillità del luogo.

 

Esistono diversi percorsi nel parco indicati da appositi cartelloni, non starò ad elencarli tutti, ma pedalare immersi nel silenzio è qualcosa che non si può descrivere.

La pace avvolge tutto, i suoni del vento tra le fronde, i versi degli animali nei cespugli, le spine dei fichi d'india che ti bucano le gomme se non stai attento... 😠 

In lontananza i suoni della città sono attutiti e indistinguibili.

Dal parco si può anche raggiungere direttamente il Poetto tramite un tratto sterrato che passa proprio in mezzo all'acqua, la' dove volevano creare la strada asfaltando e distruggendo 😞 

Adesso cercherò di portarvi a fare un giro. 🚴

Al parco si accede da diversi punti, alcuni dei quali anche a Quartu S.Elena, ma io, che sono casteddaio, passo ovviamente dalle piste ciclabili arrivando all'ingresso di via La Palma.


sentiero est
Entrando ci si trova subito davanti due strade: una asfaltata, il sentiero idrovora, dove si riversa la maggior parte della gente e una sterrata 

 

 

 

Madonna delle saline

 che porta sul lato est verso la ex chiesa Madonna delle saline ormai sconsacrata e in rovina.



Appena imboccato il sentiero subito dei simpatici pennuti vengono a salutarmi.

Quindi esploro tutta quella parte abbastanza semplicemente, non ci sono percorsi particolarmente impegnativi quindi, dopo aver fatto il giro completo, torno all'ingresso costeggiando il quartiere del Sole.

Tornato all'ingresso mi immetto sul sentiero dell'Idrovora.

Qui niente di particolare se non la gente che passeggia o corre e il panorama sullo sfondo, dominato dalla Sella del Diavolo

Il canale scorre placido ai fianchi della pista, ogni tanto uno "splash" 💦 avverte di qualche pesce che salta e ogni volta penso che qualcuno abbia lanciato qualcosa nell'acqua 😂 😂 😂

Una vecchia (eufemismo) costruzione attira l'attenzione, trattasi della torre del nastro trasporta sale, crollata poco tempo fa, che un tempo svettava sull'impianto industriale ormai corroso e arruginito dagli eventi meterologici.

la vecchia torre crollata

Arrivato all'Idrovora del Rollone mi trovo davanti una scelta.

A destra verso il Poetto o a sinistra all'interno dei sentieri del parco?

Indubbiamente, da buon MTBiker, lascio il Poetto ad un altro giorno e mi lancio all'interno del parco, nei vari sentieri che si snodano da qui.

video qui e qui

Sono veramente tanti, da subito provo quelli non comuni, dove si può passare solo con le MTB, stretti e tortuosi e, sicuramente, non lisci.

Dopo averne provato diversi provo anche a passare dal sentiero principale, con lo sterrato perfetto, liscio, addirittura noioso. 

Ecco un esempio da 10 secondi.



Ovviamente non li si può fare tutti in un solo giorno, il parco è davvero grande, cosa che non pensavo. Ad oggi ancora non ho percorso per intero tutti i sentieri, ma posso dire di averne fatti la maggior parte.

Riassumendo, i vari sentieri si snodano tutto intorno alla laguna o stagno, chiamatelo come volete e all'interno si possono osservare diverse zone di interesse, come la spiaggia pietrificata, oppure semplicemente si può godere della quiete.

Esistono anche due piste per gare di MTB e motocross che non sono altro che sentieri molto impegnativi con salite, discese e salti, per i più pratici della bike.

Quindi non per me. 😂 😂 😂

Continuando da un settore all'altro del parco si trovano sempre sentieri nuovi, tracciati presumibilmente da altri ciclisti, io mi diverto a seguirli finchè posso e contemporanamente esploro la zona.

Il parco si ricongiunge poi a Quartu S.Elena tramite diversi sentieri e strade bianche.

Quella che preferisco, il sentiero delle saline, passa lungo il bordo dello stagno fino ad arrivare dalla parte di Quartu, ci sono diverse panchine per riposare, fare birdwatchin o un pisolino magari. 

video del sentiero
Non è molto frequentata e mi piace perchè si può godere di una vista rilassante. 


 

Giuro che non mi sono addormentato però 😂 😂 😂


fine del sentiero
La pista attraversa viale Colombo a Quartu e continua sull'altro lato ma, come avrete sicuramente visto nel mio video su YT, la parte quartese è alquanto trascurata e ad un certo punto non si può più continuare.

 

 

Ed è un vero peccato perchè si sarebbe potuta unire alla pista ciclabile di Quartu che passa a pochi metri da lì nella via Fiume riunendosi poi a quella del lungomare Poetto. 

Prima di chiudere vorrei invitarvi a fare un giro dentro il parco in orario notturno, prima che chiuda, munitevi di una buona torcia perchè il buio è totale.

Il silenzio è rotto dagli spari tuoi... ah no quella è la canzone di Zucchero 😂😂😂...dicevo, il silenzio è rotto solo dai versi degli animali notturni, dai rumori nei cespugli che fanno sobbalzare e da qualche ciclista come me 🚴 però è impagabile, da soli, immersi nel buio assoluto una pace e relax vi invadono anima e cuore.

Ecco... credo di aver detto tutto.

Il mio report sul parco finisce qui, sicuro che avrete visitato il mio canale su YT e visto i miei post su Instagram, mi auguro di aver suscitato il vostro interesse a fare un giro al parco.

Come sempre mi commiato da voi pregandovi di lasciare un commento, un saluto o anche una donazione se vi fa piacere 😎 💰

Buona passeggiata.

A presto 🚴


 


 

 

 

 

15/08/2021

Le piste ciclɑbili ɗi Cɑgliɑɾi - pɑɾte pɾiɱɑ

Ecco... ci siamo!
Finalmente l'atteso resoconto sulle piste ciclabili di Cagliari. 
🚴

Mi sono preso la briga di testare le famose piste ciclabili di Cagliari, tanto volute dai ciclisti chiagliaritani e dagli ultimi sindaci in carica.

Partenza da Piazza Repubblica, in piena city, direzione piazza Giovanni XXIII >>> la pista si snoda a destra dei parcheggi, tra gli stessi e il marciapiede. È monodirezionale. La corsia di ritorno si trova sul lato opposto.

La pista comincia alcune decine di metri dopo essersi immessi in via Dante. Il motivo lo sa solo chi l'ha progettata.

cliccare sulle foto per ingrandire
Procedendo in direzione di marcia delle auto ovviamente si va incontro al primo, più comune, inconveniente: le sportellate di chi scende dall'auto.

La strada, essendo a senso unico, costringe in ogni caso ad avere una corsia nel senso di marcia, si dovrebbe quindi trovare una soluzione per ovviare a questo inconveniente (vedi via dei Giudicati, più sotto nell'articolo).

Come ho (già) scritto al sindaco di Cagliari sarebbe opportuno, ove possibile, cioè nelle strade a doppio senso con ciclabile su entrambi i lati, invertire il senso di marcia della ciclabile, dando così modo al ciclista di rendersi conto di chi sta per scendere dall'auto e, allo stesso tempo, agli automobilisti di vedere frontalmente se sta arrivando una bicicletta prima di aprire lo sportello.

Secondo inconveniente: la sporcizia.

Le piste, trovandosi a bordo strada, ovviamente accumulano tutta la sporcizia per effetto del vento e degli spostamenti d'aria provocati dal traffico. Essendo la pista già stretta di suo è impensabile mettere un cordolo a protezione. 

via dei Conversi
Io stesso trovo i cordoli (come quello di via dei Conversi, per esempio) molto pericolosi per i ciclisti, ma li ritengo comunque utili per mantenere la ciclabile più pulita, in teoria.
Sarebbe utile, visto che sono state fortemente volute, magari programmare una pulizia periodica delle ciclabili, possibilmente più di "una volta ogni quando mi ricordo"

 

Terzo inconveniente: la continuità.

 

In poche parole la corsia inizia (quasi) in piazza Repubblica e finisce in piazza Giovanni XXIII... praticamente nel nulla. Una volta arrivati alla piazza ci si deve comunque immettere nel traffico per poter procedere nella direzione voluta senza nessun tipo di indicazione su dove e se ricominci la pista ciclabile. 

Quest'ultimo è il difetto di praticamente tutte le piste di Cagliari.

Io di solito proseguo dritto, evitando le auto, ed entro nella piazza attraversandola fino al lato opposto. 🚴

 

piazza Giovanni XXIII

 

 

 

 

In caso si proceda in direzione inversa, da piazza GiovanniXXIII a piazza Repubblica, la situazione non cambia perciò rileggete quanto scritto, però al contrario 😂😂😂 .

Simpaticamente, nel senso inverso sono stati installati, agli incroci, dei semafori per ciclisti. Molto carini ma fondamentalmente inutili, si sa che i ciclisti non rispettano i semafori. 😁 🚴

Adesso andiamo ad elencare i pro: ........................................................................

 ....................................................................................................................................

Scherzo  😂😂😂 

rotatoria piazza San benedetto
 

Una delle cose che ho apprezzato di questa ciclabile si trova nella rotatoria di piazza San Benedetto (lo so, siamo pieni di piazze), qui la ciclabile non si interrompe ma segue il percorso della rotatoria dando modo al ciclista di potercisi immettere tranquillamente (per modo di dire 😂😂😂) e di riprendere la stessa pista.


 

Tengo a precisare sulla STESSA pista, in quanto nelle altre vie di uscita dalla rotatoria non vi è nessun tipo di corsia ciclabile. Vedi terzo inconveniente.

Dopo aver elencato pro e contro della pista ciclabile di via Dante passiamo ad un'altra, continuando il percorso "naturale" di chi arriva in piazza GiovanniXXIII e dopo averla circumnavigata in mezzo al traffico, o attraversata come faccio io, si reimmette nella ciclabile che riappare magicamente 🧙 in via dei Giudicati.

via dei Giudicati


La pista procede in entrambi i sensi, uno per lato. Io ho seguito quello che sale verso via Liguria e poi verso Is Mirrionis. 

Come si evince dalla foto qui, a protezione dei ciclisti, è stata tracciata una linea di demarcazione tra parcheggi e pista prevenendo il primo dei problemi da me elencato ad inizio articolo: le sportellate.

La pista prosegue in via Liguria attraverso via Campania in direzione via Is Mirrionis, attraverso questa importante arteria stradale si giunge infine in via San Michele ed alla rotatoria di piazza Sant'Avendrace. 

Qui giunti la pista effettua un bel girotondo della piazza per poi rimandarci in via San Michele direzione Is Mirrionis... 😑 

...si, avete capito bene, non c'è un seguito. La pista, come già anticipato in precedenza, non continua in nessuna delle 4 strade che escono dalla rotatoria.

immagine da Google maps
 

Pare che il Comune abbia in mente tra "breve" (in senso politico) di cambiare la viabilità della zona e probabilmente inserire una ciclabile in via Sant'Avendrace.

 

Vabbè, tanto a Sant'Arennera non ci facevo niente. Torno indietro e ripercorro la ciclabile al contrario. Tutto liscio e nulla di strano da segnalare. Ripercorro il tragitto fino a via Dante in direzione piazza Repubblica fino a piazza San Benedetto, dove la pista continua in via Paoli e oltre. Ma io devo andare verso Monte Urpinu quindi proseguo in via Dante nella corsia del bus 😎 😂 ... Per oggi mi basta.

La pista che più ho apprezzato è stata quella che parte da via Dei Conversi.

 

Inizia così, nel nulla, appare all'improvviso all'inizio della strada. Protetta dai cordoli di cui sopra e che non mi piacciono tanto, è a due sensi. 

All'altezza dell'Area cani Fracastoro, nella via medesima, finisce come è cominciata... 

Ma non disperate, se avete avuto l'accortezza di guardarvi intorno avete due possibilità: attraversate la rotatoria e riprendete la ciclabile in via Fleming e da li arriverete al Parco di Molentargius senza troppi sbattimenti, giusto un salto di corsia, due rotatorie e un po' di traffico. Ne parlerò nella seconda parte.

via Fleming
 

Oppure poco prima della rotatoria dove finiscono i cordoli potrete notare a sinistra che la "pista rossa" , il colore delle ciclabili a Cagliari, svolta sotto il cavalcavia... ma è chiusa 😂, potete comunque passare dalla strada adiacente, attraversare pericolosamente l'incrocio con le auto che arrivano dall'Asse Mediano di scorrimento ed infilarvi nel passaggio che porta alla ciclabile per Terramaini.


 

Se siete usciti incolumi da qui in poi è una passeggiata. Costeggiando il canale, Riu Saliu, tralasciando l'odore, sopratutto in periodi particolarmente caldi, potrete poi arrivare al Parco di Terramaini in tutta tranquillità e sicurezza.

Come detto questa pista mi piace perchè dà modo di arrivare da una parte all'altra della città in (quasi) completa sicurezza, un percorso lungo parchi e canali, senza il rumore del traffico in completo relax. Lungo circa 20 km da parco a parco e leggermente di più se decidete poi di andare a tuffarvi nel mare verdeblu del Poetto

E qui mi fermo con la prima parte... 

to be continued>>...





21/05/2021

𝔏𝔞 𝔖𝔢𝔩𝔩𝔞 𝔡𝔢𝔩 𝔇𝔦𝔞𝔳𝔬𝔩𝔬

Un panorama mozzafiato si staglia davanti agli occhi di coloro che decidono di percorrere i sentieri della Sella del Diavolo, uno dei sette colli su cui sorge Cagliari. 


 

 

 


 

 

Non l'avevo detto nel mio breve preambolo

Ebbene si anche Cagliari, come Roma (la più nota) e altre, tante città nel mondo, sorge su sette colli.

L'aventino, il quirina... ah no, quelli sono a Roma 😂 ... 

I colli di Kasteddu, in ordine rigorosamente a caso, dai quali prendono il nome anche alcuni quartieri, o viceversa? 😬 sono: Castello, Bonaria, Monte Urpinu, San Michele, Tuvixeddu, Monte Claro e Sant'Elia in cui troviamo la nostra Sella del Diavolo e, dall'altro lato, la spiaggia di Calamosca e il Faro. 

Degli altri avrò modo di parlarne nei prossimi articoli. 🔀

Oggi voglio concentrare l'attenzione sulla nostra amata Sella, uno dei simboli di Cagliari, inconfondibile per chi si trova a passare sul lungomare Poetto .

il Poetto e il porticciolo di Marina Piccola

Uno dei pochi posti, fortunatamente, ancora non invaso dall'orrido cemento dei palazzi, se non in pochi punti, grazie anche alla presenza di un avamposto militare che ne delimita quasi tutto il perimetro.

Trattasi di una vera e propria oasi sempreverde che si staglia imperiosa sulla città proteggendo parte della spiaggia dai venti di Sud-Ovest.  

Tuffandoci nel mare cristallino che la circonda possiamo ammirare varie calette raggiungibili solo in barca, magari partendo dal porticciolo di Marina Piccola che si trova proprio ai suoi piedi

 

 

 

 

 

 

o dopo una perigliosa scarpinata sui costoni rocciosi sul lato che guarda verso Sud fino ad arrivare sull'altro lato, dove troviamo la spiaggia di Calamosca.

 

la sella vista dalla Torre Spagnola
Il nome del promontorio, così particolare, prende spunto dalla sua forma. 


 

 

Alcuni dei più longevi abitanti indigeni raccontano sottovoce, nei caratteristici vicoli della città vecchia, che quando Dio 🌞 cacciò Lucifero 😈 dal Paradiso per punirlo della sua superbia, precipitandolo sulla terra, egli cadde sul promontorio sedendovici e dandogli così la sua forma a sella.

Non voglio sembrare insolente ma immaginatevi il dolore alle 🎾⚽ di quel povero diavolo  😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂.

Da qui appunto il nome Sella del Diavolo.

Ma tale nome e forma non sarebbe così evidente per chi non si trovasse sul lungomare di Cagliari.

 
qui una vista dal litorale di Quartu S.Elena (dal mio website) 

Infatti chi si dovesse trovare sulla costa di Foxi arrivando a Cagliari dalla S.P.17 non vedrebbe la famosa silhouette a forma di sella ma un normale promontorio.

tramonto sulla Sella vista da Margine Rosso (foto by me)


Tornando in sella, scusatemi il gioco di parole, dopo esserci arrampicati lungo i sentieri e aver respirato aria pura, mangiato un po' di moscerini che svolazzano numerosi in mezzo alle piante selvatiche, alcune davvero particolari, arriviamo alla cima della sella. 

torre del Poetto (foto dal web)
Orgogliosi di cotanta fatica possiamo sederci ad ammirare il panorama a pochi metri dalla famosa torretta che si staglia sulla parte più esposta del promontorio. 

La torre del Poetto fa parte di una serie di costruzioni innalzate probabilmente alla fine del basso medioevo per sorvegliare la costa dalle incursioni dal mare.

In tempi moderni tale compito è ormai demandato ai satelliti e alla Guardia Costiera. 

 

La presenza della vicina Caserma della Monfenera spiega il perchè la zona sia rimasta immune dall'espansione urbana della città. Gran parte del suo terreno infatti è delimitato da recinzioni militari in cui si trovano la caserma, appunto, gli alloggi militari e un probabile deposito "misterioso". 😎

Leggenda metropolitana vuole che sotto il promontorio, che sarebbe cavo, si trovino dei tunnel per accedervi dal mare con i sommergibili. C'era perfino chi giurava di averne visto qualcuno che emergeva dal mare sotto la Sella. 😅 

Per non parlare di avvistamenti di UFO alieni. 👽 👾 

Infatti meglio non parlarne. Questo è un blog serio 😂 😂 😂 .

panorama

Non vorrei dilungarmi troppo, allora torniamo in cima alla Sella da cui si gode la miglior vista dell'intera area urbana della Città metropolitana di Cagliari.

E anche oltre.



Dopo esserci riposati, quindi, spostandoci nella parte più interna del promontorio attraverso i sentieri, più o meno agevoli, che lo attraversano andando verso sud-ovest, si può ammirare l'altro lato della costa meridionale dell'isola.

La vista, magnifica, si estende sull'intero golfo a Ovest della città partendo dal porto di Cagliari, passando dalla ex-spiaggia di Giorgino, già menzionata in altro post, quindi per la Maddalena spiaggia e arrivando, con lo sguardo, fino alle ciminiere, che sputano fuoco e fumo ventiquattr'ore al giorno, della zona industriale di Sarroch 😡 fonte di inquinamento atmosferico e distruzione ambientale di buona parte di quella costa, con buona pace delle varie amministrazioni regionali sarde. 

E qui chiudo la mini polemica che questa è una pagina turistica. 🚴

Infine, dopo aver ammirato per ore un tale stupendo, magnifico e meraviglioso panorama possiamo ripercorrere i sentieri a ritroso, scendendo dal promontorio per recarci nelle spiaggette di Cala Fighera oppure Calamosca e, fieri della nostra faticosa passeggiata, fermarci a riposare e prendere il sole.

Oppure tornare a casa.



Per visionare le foto in alta definizione visitate i miei siti ai Links sulla barra laterale 

  







05/05/2021

♥ Poetto ♥

il Poetto in tutta la sua estensione

 

Il Poetto, altrimenti noto come "la spiaggia dei centomila",
circa dieci km di sabbia (un tempo) bianchissima e finissima, oggi sostituita ☹ da un altro tipo di deposito di materiale detritico, più scuro e grosso, prelevato dal fondale marino antistante il Golfo di Cagliari all'inizio del nuovo millennio (2002).

la sabbia oggi

Non voglio polemizzare sull'argomento in quanto se n'è già parlato e scritto in ogni dove e in qualunque lingua. ☠☠☠


Rimane il rammarico 😓 di aver perso la fondamentale caratteristica della nostra bellissima spiaggia, che comunque rimane unica e sempre meravigliosa. ⛱

Piccoli cenni storici tratti dalle mie memorie senza nemmeno cercare on-line. 😜

Il Poetto venne a formarsi migliaia di anni fa.......... ci avevate creduto, d'ho? 

Non sono mica così erudito. 🤓

Scherzi a parte la spiaggia di Cagliari divenne appunto tale qualche decina di anni fa quando i residenti decisero di spostarsi, seguendo la naturale espansione dell'agglomerato urbano in quella direzione, dall'originale spiaggia cagliaritana di Giorgino, sul lato opposto del Porto di Cagliari.


 

foto dal web
La nascita dei collegamenti tramite tram 🚋 dalla città, al tempo ancora "lontana", fece sì che i cittadini potessero raggiungerla più agevolmente. 

La ribattezzata "spiaggia dei centomila" divenne quindi man mano più popolare nel cuore e nella vita dei cagliaritani, prendendo il posto della vecchia che nel frattempo veniva inglobata, in buona parte, nel nascente Porto Canale e dimenticata dai non più giovani affezionati. 

Io feci in tempo a conoscerla da bambino, seppur per breve tempo, quando ancora ci si poteva fare il bagno, mentre sulla spiaggia posavano i grossi tetrapodi frangiflutti. 

Nel frattempo il Poetto ormai divenuto la spiaggia "ufficiale" di Cagliari veniva preso d'assalto in maniera sempre maggiore dai residenti e dai turisti, ammaliati dallo splendore del Golfo e della sabbia (ahimè!). Venivano costruiti i primi stabilimenti balneari e i famosi "casotti" 🏚 che ne ricoprirono quasi l'intera estensione, tutti diversi tra loro e coloratissimi, formando una barriera al vento e alle mareggiate e dando modo alla sabbia di accumularsi tra di   essi in alte dune. 

foto dal web

Sono cresciuto in mezzo a quelle dune giocando con i miei amichetti e ho ricordi bellissimi di risate, divertimento e giochi tra i quali quello delle "pallonate" ai bagnanti ignari che si trovavano a passare di lì. Eravamo bambini cattivi, lo so.

Bei tempi. 

Scende la lacrimuccia. 😓 

Ma mi riprendo subito. ✍

Contemporaneamente sorgevano, o si ingrandivano, gli stabilimenti privati nei quali si potevano prendere in affitto le cabine in cui cambiarsi gli abiti prima di andare in spiaggia.

Col tempo queste divennero dei veri e propri mini-loft 🏢sulla spiaggia dove ci si riuniva con parenti e amici a cucinare e mangiare spesso fino a tarda sera. 

Allo stesso modo i casotti erano diventati delle villette al mare con tanto di cucina 🍽, ma non servizi igienici 🚽, dal costo davvero esiguo tanto che, anzichè smontarli alla fine dell'estate, come si usava fare in principio, divennero costruzioni stabili 🏠.

Purtroppo questo loro uso indiscriminato portò a un vero e proprio allarme igienico che costrinse l'amministrazione a farli abbattere, nel 1985, riportando così la spiaggia alla sua condizione originale. 

Gli stabilimenti, forniti di servizi igienici regolari 🚻 🚿 e forti di concessioni pluriennali, invece rimasero in piedi. E lo sono tutt'oggi.

Infine arrivarono i "chioschetti". La loro costruzione, più o meno regolamentata, portò una ventata di freschezza alla spiaggia che cominciò ad essere frequentata anche di notte, diventando un luogo di ritrovo abituale, sopratutto della movida estiva giovanile e meno giovane.

Purtroppo la mancanza di un piano di recupero della spiaggia portò alla lenta, inesorabile, sparizione di buona parte della sabbia, portata via da mareggiate e vento fino al triste tentativo di ripascimento di cui (non) ho già parlato.


 

Taglio breve, prima che vi stufiate di leggere, arrivando ai giorni nostri. 

pista ciclopedonale
Una parziale riqualificazione fu fatta cercando di arginare il fenomeno di erosione e creando la, oggi ben nota, pista ciclabile lungomare. 


I chioschi venivano rimodernati e privati della loro originaria originalità costruttiva diventando tutti uguali e ridimensionando l'area di occupazione sull'arenile.

Negli ultimi anni, mi piange il cuore dirlo, la movida è stata notevolmente ridotta a causa dei lavori per la pista e di vari regolamenti, a mio modo di vedere abbastanza insulsi, che hanno fatto sì che la vita notturna del Poetto diminuisse fin quasi a zero. 

Ultimamente, molto lentamente, la spiaggia notturna sta riprendendo vita. Le passeggiate notturne estive si stanno via via incrementando, grazie anche alla nuova pista ciclopedonale e una minore ristrettezza di orari e regolamenti comunali.

Il Poetto, per così dire, diurno, invece non ha mai perso il suo fascino e, sebbene oggi, praticamente, non si possa più fare nulla che non sia stendersi al sole e fare il bagno, visti i molteplici divieti, alcuni corretti altri meno, rimane comunque frequentatissima nel periodo caldo e spesso anche nelle splendide giornate di sole invernali che il meteo sardo ci regala.

la torre spagnola
La spiaggia rimane, comunque, la più conosciuta e maggiore attrazione turistica, grazie alla sua naturale bellezza e posizione. 

 

Costeggiata, per tutta la sua lunghezza, dallo Stagno di Molentargius col suo parco naturale e habitat di una delle maggiori colonie di fenicotteri europea e "abbracciata" dalla Sella del diavolo su un lato e la costa di Foxi, di Quartu S.Elena, dall'altro, esprime la sua meravigliosa bellezza durante tutto l'anno. 

la Sella del Diavolo

litorale Quartu S.Elena

 

 

 

Vedere un alba o un tramonto 🌅 sulla spiaggia potrebbe essere un'emozione difficile da dimenticare per quei turisti o residenti che volessero provarla.

Io naturalmente non ne ho mai visto una. 😂

Con la speranza che questa lettura vi abbia fatto venire voglia di andare a vederla vi saluto.

Alla prossima.



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